Annamaria
Messa - Farmacia (Milano)
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Sulla base del BNF britannico è
pronto il primo prontuario commentato, |
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In agosto è stata inviata ai medici, ai farmacisti e agli
infermieri la prima edizione della «Guida all’uso dei farmaci». E’ la
traduzione adeguata alla realtà italiana del British National Formulary (BNF), il
prontuario commentato del Servizio sanitario nazionale britannico,
pubblicazione giunta alla quarantaduesima edizione che fornisce indicazioni
pratiche e appropriate sull’uso clinico dei farmaci.
Ma ce n’era proprio bisogno? Sì,
perché è un prontuario diverso da tutti gli altri e le ragioni sono presto
dette. Innanzitutto, viene capovolta
l’impostazione classica che vede in primo piano il nome commerciale del
farmaco. Nella «Guida all’uso dei farmaci», le informazioni sui medicinali sono
presentate a partire dalle specialità (ossia dagli
apparati gastrointestinale, respiratorio, circolatorio e così via) e dal
principio attivo. La seconda è l’assenza di sponsorizzazioni poiché si tratta
di un manuale voluto e garantito come fondi dal Ministero della salute, ed edito dalla Masson.
Nei
sedici capitoli che costituiscono il cuore del manuale
vengono forniti, dopo una breve introduzione per inquadrare la malattia e gli
schemi terapeutici in uso, indicazioni, controindicazioni, avvertenze, effetti
indesiderati e posologie dei principi attivi che la medicina basata sulle prove
ha dimostrato essere efficaci (vedi la figura).
Queste notizie derivano dagli studi clinici e farmacologici
pubblicati su riviste e testi autorevoli, e dall’elaborazione delle revisioni sistematiche raccolte da alcune banche dati, tra
cui la Cochrane Library.
Perciò, le indicazioni di alcuni principi attivi
possono non coincidere con quelle registrate dall’azienda. Per lo stesso
motivo, per alcune molecole, la posologia può essere diversa da quella della
scheda tecnica del farmaco e il manuale non riporta le schede di tutti i
principi attivi (e i relativi prodotti commerciali) in vendita in Italia ma
solo quelli citati nella versione britannica. Accade così che non si dedichi
una scheda alla tanto utilizzata nimesulide
che, insieme con le altre molecole assenti dall’edizione originale del BNF, è
citata in una lista alla fine di ogni capitolo, dove sono riportate tutte le
specialità non da banco. La «Guida all’uso dei farmaci» non ha perciò valore
normativo ma culturale.
Un’altra perculiarità di questa nuova iniziativa
editoriale sponsorizzata dal Ministero della salute sta nel taglio del volume,
scritto per tutte le categorie di operatori sanitari.
La parte introduttiva è comunque rivolta in modo
specifico all’attività del medico perché viene trattata la prescrizione,
dedicando particolare attenzione ad alcuni ambiti critici come la pediatria, la
geriatria, le cure palliative e l’uso dei farmaci nello sport. Ma un vero
scrigno di informazioni è la parte finale, con le
appendici. Vi si trovano infatti elencate le
interazioni, gli effetti delle malattie del fegato e dei reni sulla risposta ai
farmaci e le terapie pericolose in gravidanza.