vai alla home pageOSSERVATORIO FARMACI - settembre 2002


Sui farmaci un’informazione senza mercato

Annamaria Messa - Farmacia (Milano)

 

Sulla base del BNF britannico è pronto il primo prontuario commentato,
a cura del Ministero della salute

 

 

In agosto è stata inviata ai medici, ai farmacisti e agli infermieri la prima edizione della «Guida all’uso dei farmaci». E’ la traduzione adeguata alla realtà italiana del British National Formulary (BNF), il prontuario commentato del Servizio sanitario nazionale britannico, pubblicazione giunta alla quarantaduesima edizione che fornisce indicazioni pratiche e appropriate sull’uso clinico dei farmaci.
Ma ce n’era proprio bisogno? Sì, perché è un prontuario diverso da tutti gli altri e le ragioni sono presto dette. Innanzitutto, viene capovolta l’impostazione classica che vede in primo piano il nome commerciale del farmaco. Nella «Guida all’uso dei farmaci», le informazioni sui medicinali sono presentate a partire dalle specialità (ossia dagli apparati gastrointestinale, respiratorio, circolatorio e così via) e dal principio attivo. La seconda è l’assenza di sponsorizzazioni poiché si tratta di un manuale voluto e garantito come fondi dal Ministero della salute, ed edito dalla Masson.

Le sue peculiarità

Nei sedici capitoli che costituiscono il cuore del manuale vengono forniti, dopo una breve introduzione per inquadrare la malattia e gli schemi terapeutici in uso, indicazioni, controindicazioni, avvertenze, effetti indesiderati e posologie dei principi attivi che la medicina basata sulle prove ha dimostrato essere efficaci (vedi la figura). Queste notizie derivano dagli studi clinici e farmacologici pubblicati su riviste e testi autorevoli, e dall’elaborazione delle revisioni sistematiche raccolte da alcune banche dati, tra cui la Cochrane Library. Perciò, le indicazioni di alcuni principi attivi possono non coincidere con quelle registrate dall’azienda. Per lo stesso motivo, per alcune molecole, la posologia può essere diversa da quella della scheda tecnica del farmaco e il manuale non riporta le schede di tutti i principi attivi (e i relativi prodotti commerciali) in vendita in Italia ma solo quelli citati nella versione britannica. Accade così che non si dedichi una scheda alla tanto utilizzata nimesulide che, insieme con le altre molecole assenti dall’edizione originale del BNF, è citata in una lista alla fine di ogni capitolo, dove sono riportate tutte le specialità non da banco. La «Guida all’uso dei farmaci» non ha perciò valore normativo ma culturale.
Un’altra perculiarità di questa nuova iniziativa editoriale sponsorizzata dal Ministero della salute sta nel taglio del volume, scritto per tutte le categorie di operatori sanitari.
La parte introduttiva è comunque rivolta in modo specifico all’attività del medico perché viene trattata la prescrizione, dedicando particolare attenzione ad alcuni ambiti critici come la pediatria, la geriatria, le cure palliative e l’uso dei farmaci nello sport. Ma un vero scrigno di informazioni è la parte finale, con le appendici. Vi si trovano infatti elencate le interazioni, gli effetti delle malattie del fegato e dei reni sulla risposta ai farmaci e le terapie pericolose in gravidanza.


 

inizio torna all'inizio
sommario vai al sommario

Home page Utet periodici
© 2002 Occhio Clinico

vai alla home page